la rosa e la spina


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Femminicidio

Appunti e riflessioni

Abbiamo deciso di occuparci di femminicidio. quest'estate ci siamo trovate e abbiamo iniziato a pensarci.
Queste di seguito sono le nostre riflessioni (quelle che ci ricordiamo) e la mappa per il lavoro futuro.

Ci troveremo per continuare il lavoro martedì 10 settembre alle ore 20.30 presso la nostra sede.

Femminicidio: voglia di capire
I nostri dubbi, le nostre paure: due giorni di discussioni intense e appassionate

" Non ascolto più niente, la violenza mi fa paura.
" Abbiamo un senso di onnipotenza e crediamo di poter cambiare il mondo e gli uomini.
" C'è squilibrio a causa del movimento di liberazione della donna. Il patriarcato è morto e gli uomini non sanno come uscire da questo ribaltamento dei ruoli, ci vuole autocoscienza per i maschi.
" Perché certe donne stanno in certe situazioni, come giochiamo la nostra aggressività?
" Le donne non sono ancora libere: senso di disistima, mancanza di consapevolezza li trasmettiamo di madre in figlia.
" Bisogna trovare una chiave.
" Le nostre reazioni possono scatenare l'aggressività nei maschi.
" 40 anni fa succedeva con la stessa frequenza?
" Sembra più diffusa nei paesi occidentali. Sui giornali e in internet esiste anche la negazione del femminicidio, viene considerato un normale omicidio.
" C'è una questione di competitività, non riconosciamo la differenza dei maschi.
" I maschi si possono permettere di non essere bravi. Hanno bisogno di una spinta. Parlare aiuta a migliorare il pensiero
" Voglio sapere come muovermi nel caso di violenza, cosa dice la legge.
" Bisogna creare la passione
" Indispensabile la presenza maschile per avere un confronto
" Partire da noi per trovare un linguaggio nuovo. Co costruzione con il maschio di un linguaggio condiviso, nuovo.
" Far parlare gli uomini: la forza potrebbe essere un tema interessante.
" Toccherà ancora a noi donne partorire gli uomini.
" La funzione dei consultori va rilanciata. Fare prevenzione e ascoltare le ragazze.
" Le relazioni sono più basate sulla reazione che sul pensiero.
" C'è anche il problema della violenza assistita, quella che vivono i figli dei violenti.
" Ogni proposta è un seme che deve essere coltivato, deve diventare un'istituzione, cioè porre soluzioni pubbliche e sostenute.

Leggi il verbale del primo incontro del 10 settembre 2013

"Ma l'umanità ha bisogno di infinite carezze"
(Luce Irigaray)

INCONTRO ORGANIZZATIVO DOPO LA STESURA DELLA MAPPA FRUTTO DELLA GIORNATA DI LAVORO A TERZAGO L'11 AGOSTO 2013

LUOGO: SEDE ASSOCIAZIONE LA ROSA E LA SPINA - VIA CASETTE VILLANUOVA
PRESENTI: 20 DONNE
TENEGONO LE FILA (non sempre perfettamente): ITALA E NATALIA

Breve sintesi delle precedenti discussioni, spiegazione della mappa, del laboratorio di scrittura autobiografica.
Obiettivi dell'incontro di oggi:
- dare ulteriore spazio alla discussione personale e alle aspettative di ognuna
- formazione dei gruppi di lavoro
- preparazione del calendario dei prossimi incontri e di eventuali eventi pubblici.

Lia
Libro "L'ho uccisa perché l'amavo" (Loredana Lipperini e Michela Murgia)
Consente di confrontarsi con degli stereotipi, su come i giornali affrontano il tema spesso colpevolizzando la donna. Il libro si propone di trovare le parole per affrontare il tema. Creare un nuovo linguaggio.
Flora
Sarebbe bello che in paese ci fosse un posto dove una donna possa riferirsi in caso di bisogno. Ci vorrebbero delle volontarie che diano la loro disponibilità all'ascolto.
Dobbiamo consigliare al bibliotecario i libri sul tema.
(Intervento di Clara - esiste già sul territorio un servizio consultoriale con assistente sociale che opera tra gli ospedali di Gavardo e Desenzano.)
Piera
Prevenire. Creare informazione soprattutto sulle giovani in modo che non si sentano sminuite e reagiscano, che acquisiscano consapevolezza. Agire sulla scuola.
Giovanna
Partire dall'educazione. Che solidarietà c'è fra donne? Che educazione diamo ai figli maschi?
Come associazione culturale suggerisco di partire dalla letteratura. La visione della donna nel romanticismo e soprattutto durante il decadentismo, in particolare D'annunzio.
Propongo la lettura delle liriche della poetessa lucana Isabella Morra (1520-1546 ca) uccisa dai fratelli.
Ebe
Responsabilità della famiglia sull'educazione dei maschi.
Affrontare il problema della forza.
Adriana
Bisogna entrare in relazione con gli uomini. Senza competitività e senza pregiudizi poiché esiste il problema del negazionismo e va affrontato. Entrare in relazione significa comunicare e confrontarsi. Gli eventi pubblici possono essere utili per agganciare gli uomini.
Chiara
E' interessante approfondire il punto di vista psicanalitico/filosofico per questo consiglio di leggere Luigi Zoja che affronta il problema della violenza dal punto di vista maschile. In Centauri e mito parla degli uomini come esseri duali. Uomo e cavallo, una doppia natura: saggi e guaritori, ma anche violenti e stupratori.
Eles
Ho letto il libro della Dandini e sinceramente avevo voglia di finirlo.
La società propone dei modelli. Noi che responsabilità abbiamo? Come madri di figli maschi cosa facciamo? Perché le donne accettano la condizione di un rapporto violento? Perché le donne tacciono? Perché?
La violenza parte da lontano. Torniamo a discutere di libertà femminile.
(Lettura di un breve brano di Barbara Spinelli: bellissimo
"Non amarmi
Convenzione di Istambul.
Se l'amore diventa una prigione o un'esecuzione, allora "non amarmi".
Non amarmi, ti prego, usiamoci: vicendevolmente e con rispetto.
Non amarmi perché potresti scoprire che ho sogni
e desideri ben più vasti dell'orizzonte che tu sospetti.
E potresti poi non tollerare la libertà ampia del mio pensiero,
l'intuitiva coscienza …

Barbara Spinelli")

Marilena
Si sta zitti e ci si ferma al giudizio.
Costruire la solidarietà. Superare l'individualismo.
Iniziare un dialogo, mettersi in gioco, avvicinarsi.
Francesca
Si deve continuare a valorizzare la figura della donna anche se è indispensabile cercare un dialogo con gli uomini. Favorevole a procedere con gli incontri perché ci si confronta e si impara.
Vanda
La scuola propone solo immagini maschili. Fare una rassegna del pensiero femminile da proporre alla scuola.
Facciamo un percorso di studio di filosofe e potesse.
Valutazione dell'articolo di Tiziana Plebani " Il miracolo della coscienza maschile" scritto guardando al quadro di Pietro Damini "Miracolo della donna salvata dalle pugnalate" (ultimo numero di via Dogana)
Ivana
L'incontro con Simona Renzi autrice del libro "Intervista con l'assassina" mi ha confermato ancora una volta l'inutilità degli esperti, comprese la Hornby e lady Scotland e le istituzioni. (Sull'importanza delle istituzioni si aprirà un breve dibattito con il contributo di Giuliana e Adriana. Le istituzioni, pur con i loro difetti e lungaggini rimangono un punto di riferimento fondamentale per far fronte ad un problema così serio e complesso come quello della violenza. La sola solidarietà femminile non è sufficiente)
Utilità della solidarietà e delle relazioni tra donne, perché non è sufficiente ciò che le istituzioni offrono.
Inoltre è doveroso chiedersi:
- che madri hanno questi uomini violenti?"
- che cosa possiamo fare?
Riprendiamo in mano la nostra storia: la differenza va riconosciuta.
Giusi 1
Come vogliamo vivere? Dobbiamo avere una visione, un progetto di vita alternativo a quello che stiamo vivendo.
Indagare la relazione: indipendenza, autonomia, libertà , cosa impedisce di scegliere il modo migliore di realizzare ciò che vogliamo, ciò che ci fa star bene e scoprire ciò che ci fa star male per poterci allontanare. Si creano prigioni in cui è difficile sopravvivere.
Perdiamo le cose fondanti se non ci mettiamo in gioco. Proponiamo modelli da cui emergano la differenza, la libertà, l'autonomia e la nostra capacità di poter scegliere.
Mariarosa
Approfondire:
Rapporto madre figlio, amore/odio, ambivalenza.
Curiosità morbosa legata alla sessualità, che inorridisce ma al tempo stesso eccita.
Indagare la parte della collusa che accetta la violenza.
L'uomo violento è un uomo che ha paura. Importante il confronto.
Si vive la sessualità associata all'amore, ma la sessualità è dissociata dall'amore. Parliamone.
Coltiviamo una cultura dell'esserci più che del fare. Solo così ci allontaniamo dal nostro vuoto.
Clara
C'è anche una violenza psicologica molto sottile che non uccide ma distrugge il mondo emotivo comunque. Indagare il rapporto madre/figli.
Problema delle donne che si fanno aiutare, ma non vogliono sentir parlare di separazione.
Mancanza di istituzioni dedicate, servizi carenti.
Grazia
Importanza della relazione: uomo/donna, madre/figlio, donna/donna, inserendolo però in un quadro più ampio sociologico, filosofico, poetico. Che mi dia parole nuove come donna. Concordo con l'idea di un confronto con gli uomini soprattutto sui problemi della relazione, dell'amore, della forza. Vorrei che si approfondisse lo studio di alcune filosofe come la Luce Irigaray e la Marina Valcarenghi.
Gabriella
Qual è la differenza fra uomo e donna? Non lo so e non capisco l'uomo. Abbiamo parlato per tanti anni della differenza e oggi non so più chi sono gli uomini. Come artista sono interessata alla differenza fra simbologia maschile e femminile nell'arte.
Vorrei riflettere ancora sulla nostra aggressività.
Giusi 2 (Vanessa)
Suggerisce tre titoli per affrontare la poesia al femminile (vedi bibliografia) e legge una poesia di Bruno Esposito (?): un uomo che ama molto le donne. Vanessa è pregata di spedire a tutte la poesia letta.
Giuliana
Importanza delle istituzioni, non possiamo farne a meno. Se non funzionano bisogna agire per modificarle, ma ci devono essere. Sentire il consultorio.
Giuliana porta con sé anche la voce di Piero e ci consegna dei documenti:
"La mappa delle linee della violenza, nel tempo di una fermata le ha rovinata la vita
Un articolo di Beppe Severgnini "noi maschi dovremmo occuparci di più del femminicidio"
Il consiglio di leggere il libro di Simonetta Agnello Hornby (vedi bibliografia). Preghiamo Piero di farci avere via mail sia la mappa della violenza che l'articolo di Severgnini in modo che tutte possano leggere. Piero si sta attivando per coinvolgere alcuni uomini nel progetto.

Giuliana conclude con la speranza: "Bene! Vista la mole di lavoro che abbiamo davanti a noi, ci vedremo per sempre"


CONCLUSIONE


L'ora è delle più tarde, nel frattempo fuori c'è stato un fortunale con una lieve tromba d'aria, ma non ce ne siamo quasi accorte.
Non siamo riuscite a costituire i gruppi di lavoro.
Festa al POF 29 settembre 2013;
Per chi vuole faremo un incontro di discussione sul dopo Irigaray - la data era stata fissata per martedì 17 settembre, ma Itala non c'è e la settimana successiva non c'è Natalia. Dobbiamo stabilire una data possibile, propongo il 1° ottobre, ma possiamo concordarlo al POF;
Adriana si occupa di preparare l'incontro con le politiche a data da definire verso la metà di novembre.

Prossimo incontro 16 ottobre
Odg:
1. costituzione dei gruppi: tracciare a grandi linee gli oggetti di studio: libri, poesie, saggi;
2. organizzazione incontro pubblico;
3. varie



SALUTO FINALE DI VANDA

Torri, nulla ci lega ora
Solo il silenzio
Del vostro arido deserto.
Andatevene oppure fate quello che vi pare,
mettetemi nell'occhio del ciclone
per disperdere la mia gioia
nelle chiacchiere delle nubi.
Dite quel che volete:
lei è passata di qui,
ha riposato lì.
Nella sua coscienza
Le urla dei nostri spettri
Che le inumidiscono le labbra, ecco
I confini diUruk,
il segreto di Akkad,
nel suo cuore vivono giardini pensili
appesi a questa corona di rovine.
Lei era il gioiello di Sargon,
ora è la sacerdotessa della frammentazione.
Urlate e dimenticate,
monumenti maledetti,
che il cuore di Enheduanna
era più grande della
Scrittura di questi tiranni.

Enheduanna,
antica scrittrice della Babilonia meridionale,
considerata la prima autrice di poesia scritta nella storia.


BIBLIOGRAFIA EMERSA
libri, film, blog e altro ancora.

"L'ho uccisa perché l'amavo" di Loredana Lipperini e Michela Murgia, Ed. Laterza - GLF Idola (2013)

"Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale" di Barbara Spinelli, Franco Angeli, 2009).
Della stessa autrice si consiglia anche di consultare il blog http://femminicidio.blogspot.it/

Isabella Morra - per i sonetti rimandiamo a Giovanna il compito di consigliare la giusta edizione.
FILM. "Sexum Superando - Isabella Morra", regia di Marta Bifano, produzione Paul John Flint, 2005
Interpreti:
Michaela Ramazzotti: Isabella Morra
Tommaso Ragno: Diego Sandoval De Castro
Michele De Virgilio: Antonio Barattuccio
Pino Micol: Giovan Michele Morra
Fioretta Mari: Antonia Caracciolo
Riccardo Reim: Il Giudice
Orsetta De Rossi: Luisa Brancaccio
Patrizio Rispo: Cornelio Brancaccio
Pino Calabrese: Lo scemo del villaggio
Tony Esposito: Alonzo Basurto
Stefano Sabelli: Baldassino Brancaccio
Adelmo Togliani: Giacomo
Michele Russo: Magistro Torquato
Luca Capuano: Marcantonio Morra
Giorgio Careccia: Cesare Morra
Erminio Truncellito: Decio Morra
Simone Vaio: Camillo Morra
Francesca Ferro: Porzia Morra
Massimo Abate: Nicola Francesco Morra
Annalisa Pezzotta: la fantesca
Biagio Forestieri: lo stalliere
Ilaria De Andreis: Isabella Piccola

"Sexum superando" è la storia di Isabella Morra, poetessa lucana nata nel 1520 a Favale, attuale Valsinni in Basilicata. È la storia di un amore infelice, osteggiato dalla famiglia e dalla società, ma soprattutto la storia di un "limite" e del superamento di un limite: quello di essere donna in un'epoca in cui alle donne - come avrebbe scritto Carlo Levi - non era permesso nemmeno frequentare un uomo, se non in pubblico, in presenza di altri. Di qui la scelta del titolo "Sexum superando" le parole con cui il nipote Marcantonio Morra, narrando le vicende della sua nobile famiglia, descrive la capacità di Isabella di superare i limiti della sua condizione di donna nella Basilicata del 1500, oltre all'elemento fondamentale e storico di diventare famosa per le sue poesie.
Il film è ispirato dalle ricerche di Benedetto Croce, che si recò in Basilicata agli inizi del '900, incuriosito dalle poesie petrarchesche della Morra, vissuta in un'epoca che riteneva la donna intellettualmente inferiore all'uomo. Ad Isabella è stato negato il conforto di una famiglia che l'amasse, ci ha lasciato una storia che è uno spaccato del suo tempo e della sua terra, e una poesia che, per dirla con Benedetto Croce, contiene quell'immediatezza passionale e quell'abbandono al sentimento che sono la virtù della migliore poesia femminile.
Isabella è la dolente figura di una poetessa che rappresenta tutte le donne schiave e vittime di una realtà ostile, che impedisce la libera espressione di vita e di sentimenti.
Visse nella desolante solitudine di chi non ha interlocutori adeguati alla propria sensibilità, ed ebbe come unico conforto la sua poesia: sulle sue ali Isabella evase dall'inferno fino all'incontro con Diego Sandoval De Castro, il castellano spagnolo e governatore di Taranto che, come lei, amava la poesia. Don Diego soggiornava occasionalmente presso il feudo di Bollita, governato dalla moglie Antonia Caracciolo. Fu per la fanciulla il sogno della libertà, della vita, della bellezza e dell'amore.
Non è dato di sapere come sia avvenuto il loro primo incontro e se il loro fu un amore soltanto platonico, certamente fu fatale per entrambi. Le voci che insinuavano una loro relazione scatenarono il furore dei fratelli che, oltraggiati nell'onore di padroni e custodi della sorella, smaniosi di punire il nemico spagnolo meditarono il tragico epilogo. Nel 1546 pugnalarono Isabella e assassinarono in un agguato Don Diego.
Il film ha il pregio inquadrare la morte di Isabella all'interno di un quadro storico tramato di interessi politici ed economici contrapposti, quelli filo-spagnoli di Antonia Caracciolo, moglie di Diego Sandoval De Castro, e quelli filo-francesi dei Morra, facendole perdere in parte l'aura della tragedia a tinte fosche che un delitto rubricato come "delitto d'onore" trascina con sé.
Le inquadrature, le dissolvenze, l'uso del bianco e nero conferiscono un buon livello di lettura dell'opera. I luoghi emergono nel film con esemplare colore: i castelli di Lagopesole, Melfi, Montescaglioso, Valsinni, il fiume e il tempio di Hera di Metaponto (le "Tavole Palatine") nel quale, in un rituale di danza fra il magico e l'onirico, si consumano le ultime scene come in una tragedia greca.
Il film si avvale della partecipazione del musicista lucano Antonio Infantino e vi sono riprodotti brani della tradizione vocale della Basilicata, utilizzati grazie all'archivio di Etnomusicologia della Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Parco Letterario dedicato a Isabella Morra. Via Carmine, 20 75029 - Valsinni (MT)
Il Parco Letterario, aperto tutto l'anno, fornisce, presso il Centro Visite, la possibilità di ricevere informazioni e di visionare materiale cartaceo ed audio-visivo su Isabella Morra ed i luoghi in cui ella visse e ai quali affidò le sue ansie e la sua disperazione, le sue speranze e le sue cocenti disillusioni. E' sempre possibile visitare il castello feudale, testimone e custode della storia di Isabella, dove è allestita in forma permanente una mostra documentaria sulla visita che Benedetto Croce fece a Valsinni nel 1928, "nei luoghi dove fu vissuta quella breve storia e cantata quella dolorosa poesia". Per gruppi organizzati, e previa prenotazione, si organizzano visite ed escursioni, flessibili ed adattabili alle diverse esigenze, comprendenti anche un itinerario "spettacolarizzato" in compagnia di menestrelli e cantastorie e, su richiesta, pranzo in ristorante convenzionato. Per informazioni dettagliate e prenotazioni: Tel. 0835 817051 e-mail parcomorra@tiscali.it

"Centauri. Mito e violenza maschile" di Zoja Luigi, Laterza (collana Saggi tascabili Laterza)

"Ferite a Morte" di Serena Dandini, Rizzoli editore. Esiste anche un'edizione teatrale di cui si può visionare la documentazione sul sito www.feriteamorte.it

"Intervista con l'assassina" di Simona Renzi, Qulture Edizioni

"Il male che si deve raccontare. Per cancellare la violenza domestica" di Simonetta Agnello Hornby, Feltrinelli

"All'inizio, lei era" di Luce Irigaray, Bollati Boringhieri, 2013

"L'agressività Femminile" di Marina Valcarenghi, Bruno Mondadori editore, 2008

per DONNE E POESIA (95 autrici italiane di versi antologizzate) (1963-1999) a cura di Mariella Bettarini
Pensare, preparare, curare una sia pur piccola, veloce antologia della poesia degli ultimi 35 anni è - data la quantità delle voci, delle pubblicazioni, delle sollecitazioni, delle proposte offerteci in questo lasso di tempo - impresa assai ardua. Quando poi l'antologizzazione paia (per assurdo) "allargarsi" al campo delle voci poetiche "al fem- minile" (ma qualunque formula a questo riguardo è davvero monca e
povera: "poesia al femminile"?, "poesia delle donne"?, "donne in poesia"?), allora l'impresa si fa quasi disperata, tante sono (e sono state) in questi poco più che tre decenni le presenze di donne-poeta, la loro incidenza e fecondità - finalmente - nel territorio della poesia, e l'attenzione che, finalmente, alle loro voci è stata posta, all'inizio soprattutto da parte delle donne stesse (curatrici, poete-curatrici, lettrici), poi anche da parte degli uomini (curatori, curatori-poeti, lettori), quegli uomini che sino alla fine degli anni Sessanta non si erano mai degnati (se non con 1'eccezionale ammissione di due o tre nomi femminili nei molti decenni del secolo) di antologizzare nei loro florilegi ("esclusivi" quanto assolutamente incompleti) le voci della poesia declinata al femminile ma non "femminile", se è vero che la poesia non ha sesso né genere, ma sesso e genere ha colui, colei che la fa, che la "partorisce" e produce (essendone a propria volta "prodotto", partorito). Basti pensare all'antologia curata da Sanguineti (Poesia italiana del Novecento, Einaudi 1972), con nessunissima presenza femminile, o quella di Mengaldo (Poeti italiani del Novecento, Mondadori 1972) con la sola presenza di Amelia Rosselli, o anche a un testo "di tendenza" come La parola innamorata (a cura di Giancarlo Pontiggia ed Enzo Di Mauro, Feltrinelli 1978), anch'esso con nessun nome femminile, fino alle solo otto donne antologizzate in questo secondo mezzo secolo in Poeti del secondo Novecento (a cura di Cucchi e Giovanardi, Mondadori, 1996), per cogliere l'assoluto deserto da cui noi donne di questo secolo (senza contare i secoli precedenti e il vuoto totale che li ha contraddistinti) siamo partite, il deserto che abbiamo dovuto soffrire e attraversare.
Alla fine degli anni Settanta, solo dopo che erano uscite importanti antologie di poesia italiana "al femminile" (si ricordino Donne in poesia, della Frabotta, Savelli 1976, e Poesia femminista italiana, di Laura Di Nola, Savelli, 1978), fu l'ampio volume curato da Antonio Porta (Poesia degli anni Settanta, Feltrinelli 1979) ad aprire un primo varco nella sordità e nel silenzio da parte dei colleghi uomini (poeti, critici, accademici), con l'inserzione di ben quattordici donne in un solo decennio, e certo solo dopo che il movimento femminista era mondialmente esploso a fare un po' di giustizia, a porre dovuta attenzione (e minimo risarcimento) a tutti gli aspetti della (non) presenza delle donne nel mondo, e dunque anche nel mondo della cultura, della letteratura e della poesia, luogo - quest'ultimo - non più solo di facili e spesso infelici sfoghi sentimentali (talora assai "sublimati", a scimmiottare - solleticandolo - l'orgoglio dei Maestri/Padri/Poeti, unici veri depositari e Numi della poesia sino a quegli anni), ma anche (spesso impuramente, impudicamente) espressione di umori, proteste, rivendicazioni, angosce, sarcasmi prima; di matura, formalizzata, compiuta coscienza di sé e delle proprie energie espressive poi. (…)

dal mensile "Poesia" nn. 119- 121 - 124- 127- 131 - 139
(luglio-agosto 1998 - maggio 2000)

"Donne in poesia" di Biancamaria Frabotta, Savelli, 1976

"Poesia femminista italiana" a cura di Laura Di Nola. Interventi di B. Frabotta, M. Bettarini e S. Petrignani, Savelli editore,1978

Libri emersi dall'incontro precedente:

"Dio è violent" di Luisa Muraro, Nottetempo edizioni, 2012
"Sette vite come i gatti. Generazioni, pensieri e storie di donne nel contemporaneo" di Barbara Mapelli, Stripes edizioni, 2010
"Nuove virtù" di Barbara Mapelli, Guerini Scientifica, 2008.
"L'interiorità maschile. Le solitudini degli uomini" di Duccio Demetrio, Raffaello Cortina Editore, 2010
"L'Iliade o il poema della forza" di Simone Weil, Asterios, 2012

Se abbiamo dimenticato qualche cosa aggiungete.

10 settembre 2013

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