la rosa e la spina


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Incontro a Milano con le donne de L'Aquila

Appunti e riflessioni

Circolo della rosa
Circolo cooperativo Sibilla Aleramo - Libreria delle donne
Via Pietro Calvi, 29 - 20129 Milano
Tel. 0270006265

Sabato 8 ottobre 2011, ore 17.00
TERRE-MUTATE

Incontro con Simona Giannangeli, Anna Tellini, Nadia Tarantini, Sara Vegni


Dal 6 aprile 2009, giorno del terremoto, le donne aquilane stanno facendo uno straordinario lavoro di ricostruzione - materiale e immateriale – della loro città. I loro sono ritratti di fatica, di precarietà, di esistenze sconvolte, ma anche di caparbietà ed eccezionale forza di ricominciare. Insieme riflettono, discutono, lavorano, progettano… e trovano anche il modo di fare festa. Ricostruiscono case e spazi pubblici, tessuto sociale, economia, relazioni...
Ma già prima del terremoto praticavano una “cittadinanza attiva” e costruivano relazioni fra donne.
Un anno fa alcune di loro hanno fondato il Comitato Donne Terre-Mutate. Nel maggio scorso, hanno organizzato a L’Aquila un incontro a cui hanno partecipato moltissime donne – e uomini – di tutt’Italia. E progettano nuove iniziative ed “imprese”, tra cui il loro “sogno”, la Casa delle Donne.partire dalla loro esperienza, discutiamo di cittadinanza femminile e di politica delle donne.

Introduce Silvia Marastoni.


Di seguito riportiamo la sintesi del convegno sull'Aquila a cui abbiamo partecipato. Vorremmo con questo dare il via alla pratica di mettere in comune le esperienze che andiamo facendo e le riflessioni conseguenti, per condividere e confrontarci. Ci auguriamo che questo diventi consuetudine .

DONNE TERRE-MUTATE: 8 OTTOBRE 2011

Abbiamo partecipato all'incontro con le donne di Terre Mutate dell'Aquila, organizzato dalla Libreria delle donne a Milano.
Erano presenti:
Simona Giannangeli - Avvocata che ha assunto la rappresentanza dei parenti delle vittime della Casa dello Studente
Anna Tellini - Docente di letteratura russa all'università dell'Aquila
Nadia Tarantini - redattrice della rivista Legendaria
Abbiamo iniziato tardi, eravamo in tante-i
Riportiamo di seguito quello che ci è parso significativo ed emozionante da trasmettervi.
Anna T. ci ha raccontato di come all'Aquila sia venuto meno il patto di cittadinanza tra lo Stato e i singoli, ricordando come nei giorni che hanno preceduto il terremoto, le autorità competenti abbiano escluso la possibilità di un evento sismico. Ciò ha impedito alle persone di mettersi in salvo e agire secondo quanto ritenevano giusto per se e per i propri familiari. Su questo è aperta una causa.
Il crollo di edifici pubblici, come l'ospedale, il municipio la casa dello studente, per ricordare i più famosi, dimostra la non affidabilità di uno Stato che in zona sismica conclamata, ha omesso il controllo sulla sicurezza delle strutture pubbliche.
Inoltre la cittadinanza, grazie alle leggi sull'emergenza, tuttora in vigore, e continuamente prorogate, anche a distanza di tre anni, è esclusa da qualsiasi ambito decisionale e sottoposta a pesanti limitazioni della libertà personale.
La condizione di vita attuale è piena di disagi, distanze , ma quello che Anna T. sente maggiormente è la Mancanza della Bellezza dei luoghi in cui viveva e lavorava.
Simona G. ha testimoniato la sua rabbia, e come il gruppo di donne che già esisteva prima del terremoto, abbia reagito immediatamente attraverso la ricostruzione della relazione con le altre attivandosi per migliorare le condizioni di vita delle persone; successivamente hanno cominciato ad interrogarsi sulle responsabilità e sulla validità e correttezza dei provvedimenti che le autorità stavano assumendo.
"Abbiamo scelto la nostra Casa delle Donne, nel centro storico un Palazzo antico Rosa che si affaccia sulla piazza principale, rivendicando in questo modo il nostro diritto a restare nella nostra città , puntando in alto e pretendendo ciò che ci spetta anche se questo richiederà tempi lunghi".
Tra gli interventi densi e coinvolgenti delle ospiti e del pubblico, particolarmente interessante è risultato l'intervento della rappresentante del Comitato no Tav, Barbara Debernardi, che ci ha raccontato, quanto falsa sia l'informazione in Italia rispetto alla loro vicenda, così come molto interessante è risultato l'intervento della Valdese Bruna Peyrot, che ha parlato di "la cittadinanza interiore", su cui ha scritto l'omonimo libro.
Ci siamo portate via, alcuni spunti di riflessione e ve ne facciamo partecipi:
La gioia deve accompagnare la resistenza ( le donne dell'Aquila rivendicano il diritto ad essere belle, quindi alla cura di sé oltre al piacere di stare insieme in allegria);
Il rifiuto della militarizzazione, il non adattarsi alla non bellezza, il pretendere ciò che ti spetta senza mediazione al ribasso costituiscono la cittadinanza secondo le Donne di Terre-Mutate.
Gabriella, Itala e Vanda di "La Rosa e la Spina"

P.S. Abbiamo consegnato direttamente alle Donne dell'Aquila le nostre testimonianze sull'esperienza di Maggio, insieme ad alcune foto della Giornata al Pof.

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