la rosa e la spina


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Lavoro e conciliazione in tempo di crisi

Iniziative

L’iniziativa che si terrà l’1 febbraio 2013, è stata salutata e accolta con interesse dalla nostra Associazione, infatti, siamo felici della candidatura di donne nelle liste delle prossime elezioni politiche.
Sentiamo dirompente l’urgenza di mettere al mondo un altro mondo e siamo fortemente convinte che donne consapevoli possano, non solo essere stimolo vitale per un rinnovamento irrinunciabile, ma che il loro agire all’interno delle istituzioni, e non solo, possa fare la differenza, tracciando, in questo modo, un vero segno di discontinuità.
Da questo assunto, nasce per noi, l’esigenza di ricondurre la politica alla vita, alla cultura, al prendersi cura dell’altro, alla difesa del bene comune, a un pensiero pulito, senza trucchi e sovrastrutture precostituite, insomma all’autenticità delle cose.
Sentiamo il bisogno di portare nella politica la nostra differenza perché siamo affamate di realtà: una realtà radicata e concreta che vuole essere protagonista di questo cambiamento.
Abbiamo bisogno di un agire politico che riconosca la nostra forza, la coscienza di noi stesse e generi un guadagno da condividere con le altre.
Siamo coscienti dell’essenzialità della forza-lavoro delle donne nel mondo della competitività globale e della crisi del welfare. Oggi, la situazione sociale europea, non può più permettersi di discriminare le donne, ne consegue la necessità di progettare una pianificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro, vera risposta ai bisogni delle donne.
Avvertiamo la necessità di dare forza alla libertà di pensiero, di raccogliere le nostre forze, di giocarle insieme al meglio delle nostre risorse, che sono tante.
Abbiamo bisogno di avviare legami di autentico sostegno e di solidarietà, desideriamo oltrepassare i confini del mondo per metterci in relazione, con la forza necessaria, per reinventare il mondo.


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1 FEBBRAIO 2013: LAVORO E CONCILIAZIONE
IN TEMPO DI CRISI: DESIDERI E PROPOSTE

La politica è considerata da sempre questione soprattutto maschile, ma si può cambiare …
C’è chi la considera irriformabile e quindi inutile entrarci e chi vuole la rappresentanza al 50/50.
A noi dell’ Associazione “La rosa e la Spina” la politica interessa ma vorremmo capire se le donne possono giocare un ruolo non di subalternità e se è possibile entrarci e a quali condizioni.

Le questioni fondamentali per noi sono:

1)AUTORITA’
La condizione fondamentale per avere un ruolo è il riconoscimento dell’AUTORITA’ FEMMINILE che è altro rispetto al POTERE.
Autorità è parola che deriva dal latino augere , che significa “crescere , accrescere”.
Lia Cigarini la definisce così:
“E’ UN DI PIU’, UNA QUALITA’ SIMBOLICA DELLE RELAZIONI, OVVERO UNA QUALITA’ DI SENSO CHE DERIVA DALLE RELAZIONI NON STRUMENTALI”

L’AUTORITA’ ha a che fare con la mediazione. Nello specifico c’è mediazione femminile, quando una donna, per la realizzazione di un suo desiderio e/o di un suo progetto, fa appello alla parola e alla decisione, di una sua simile, anziché all’autorità maschile.


2) VITA

L’altro elemento è la vita vera in contrapposizione al modello fondativo di questa civiltà, nata separando e dividendo: corpo e polis, donne e uomini, vecchi e giovani, stabilizzati e precari, riproduzione e produzione e molto altro …
Siamo chiamate ad esserci, a partecipare al movimento fluido che la vita in noi ci porta a svelare. Essere madri e padri di noi stessi nel movimento consapevole di esprimere il desiderio di stare nella trasformazione in costruzione, in una comunità sociale, più vera e salda sui valori che ci accomunano, e meno su quelli che ci dividono.
E prendendo a prestito il titolo del convegno di PAESTUM 2012 che ha visto il “ritorno” in scena del movimento femminista :
PRIMUM VIVERE ANCHE NELLA CRISI - LA RIVOLUZIONE NECESSARIA - LA SFIDA FEMMINISTA NEL CUORE DELLA POLITICA, sorge la domanda:

La politica femminile che fa leva sull’esperienza, sulla parola e sulle idee, può in un momento di crisi, smarrimento e confusione, restituire alla politica corrente un orientamento sensato?

L’altra domanda è:

Esiste una competenza femminile capace di elaborare autonomamente il potere al di là del modello esistente di cui è espressione anche la pratica del politically correct, (questione quote rosa e tanto altro)?

Quarant’anni di elaborazione di saperi e di pratiche femministe vogliono provare a mettere al centro la vicenda umana, nella sua interezza, si deve ripartire dall’idea degli anni settanta che la politica dovesse essere rielaborata a partire da sé.

3) LAVORO

Fino ad ora, il lavoro, è stato pensato come merce: da quello comprato, a quello venduto nel mercato. Collocandolo invece dentro la vita, noi donne, possiamo pretenderne il cambiamento: dal concetto, al tempo di lavoro.
Le donne vogliono esserci e contare nel mondo anche nei luoghi dove si decide, e possibilmente, trovare una misura femminile, dell’esserci.
Le crisi portano miseria per molti ma possono essere produttive di nuove idee.


4) DESIDERIO

Ci chiediamo quali sono le cose essenziali che facciamo e quali quelle da fare per capire meglio cosa sta succedendo per difendere la qualità della vita.
Dobbiamo trasformare lo scarto fra ciò che c’è e ciò che ci dovrebbe essere in termini di desiderio, desiderio di altro.
Il desiderio è uno strumento potente.
Desiderio vuol dire reagire, auto organizzarsi, essere attive/i, avere uno sguardo positivo.
Il desiderio va costruito attraverso la razionale lettura della realtà e poi quest’ultimo ci attrae verso strade che non conosciamo e che scopriamo facendo.
Più agiamo, più rilanceremo azione.
Si impara il proprio desiderio nell’azione.
Occorre affinare la capacità di lettura della realtà, non per trarne una visione rassicurante e bella, ma per interpretarla.
Guardando le donne che non vivono a caso, anche se vanno a zig zag, sapremo riconoscere il loro desiderio e confrontarci.

Pensate che questo pensiero possa concretizzarsi in una buona prassi? Siete disposte a lasciarvi contaminare?

5) POTERE

E’ necessario ragionare sul potere e sulle sue forme: seduttive, alteranti, illusorie, caduta nell’eccesso, surplus di forza, notorietà, perdita di umanità.
E’ necessario e indispensabile per non farci dominare dal potere perché, prima di darci la possibilità di trasformare la realtà nell’intento di migliorarla, ci avrà posseduto, trasformandoci per sempre, in maschere di ferrei funzionari, disposti a praticare abusi in nome di mantenere ben saldo l’esercizio del potere.

6) RELAZIONI

Desideriamo una politica che si fondi sulle relazioni autentiche tra persone che insieme decidono di intraprendere un progetto di trasformazione, partendo da sé, per incontrare nell’ascolto individuale e collettivo, le altre soggettività.
Pensate semplicemente di aggiungere qualcosa di femminile alla politica o pensate di avere un punto di vista da cui incominciare a trasformare la politica?

Cosa tu senti il bisogno di cambiare in quanto donna in questo mondo qual è la prima cosa da fare per il bene del paese?

Cosa si deve cambiare perché la politica tenga conto della identità della donna?

La pratica del partire da sé ha consentito alle donne di fare una politica radicata negli effettivi bisogni al di fuori delle politiche tradizionale.
Partendo da voi quali ritenete siano le priorità per costruire una politica a misura delle donne e quindi dell’intera società?

Come è possibile trasformare la politica fatta di politiche sociali in una politica sociale?

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