la rosa e la spina


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Pranzo a Provaglio

Iniziative

Contributi raccolti in occasione della giornata dedicata al tema della felicità

Grazie al contagio delle donne e degli uomini dell'Associazione che hanno posto al centro la condizione … della felicità oggi, per oggi, qui, 26 agosto 2012… come dire che essere qui è già essere felici ….

Anch'io ho trascorso questi ultimi giorni dopo la ricezione dell'invito in modo più leggero, anche solo facendo memoria della felicità, ogni tanto …"La felicità oggi …" contributo per una riflessione che vada oltre il privato sul tema della felicità"…

All'inizio, appena ricevuto l'invito ero un poco perplesso; credo che ognuna, ognuno di noi (donne, uomini di differenti età …) sappia che cosa è per lei/lui la felicità, che ne abbia una esperienza unica, insostituibile, indimenticabile. Per non dire delle bimbe e dei bimbi piccoli: sono porgitori, diffusori, amplificatori di felicità. Sono corpi felici.

Partendo da questa esperienza unica e singolare, a prima vista sembrava difficile pensare,
immaginare, parlare della felicità "Collettiva/pubblica/non Privata" - per non dire del farne esperienza …

Ma a ben rifletterci : (ecco una prima parola damigella contenuta nell'invito)
"contributo per una riflessione"
come dire una riflessione che parte dall'esperienza di noi qui oggi, nessuna/o escluso …. apre questa parola una scena in cui "questa brezza leggera della felicità" (così come per tutte le grandi autentiche esperienze umane ….) passa e non può che attraversare da dentro il cuore di ciascuna-ciascuno, ma il riflesso di Lei lo possiamo vedere solamente negli occhi degli altri …. nasce già relazionale, restituita, donata, circolante, non trattenuta, non trattenibile, non "privata" …. Nasce già donna, porta in sé il luogo per l'una e per l'altro, già politica, già cittadina (per ritornare anche al tema della passata stagione della città/polis ...). Insomma ognuna/o sa, ed ha provato a tenerla per sé, sa che come tenti di afferrarla … svanisce, se ne va via, vola libera …

Come dire che la felicità non può non toccare il mio-nostro cuore, cioè non accade senza di noi, ma Lei è, si realizza, si concretizza, si compie, prende corpo, in modo speciale, solo dentro il coinvolgimento di relazioni autentiche di libertà, è in gioco con e come noi - donne e uomini quando ci mettiamo in gioco, quando riconosciamo e facciamo l'esperienza dell'amore per il mondo, l'esperienza della felicità è appartenere all'umanità intera. Al suo luminoso cammino.
Non Privata, dice l'altra parola magica dell'invito.
Lasciandola andare, apriamo le finestre, ci mettiamo in gioco, rischiamo ... ritornerà.
Credo. Sento in fondo a me, da qualche parte, la risonanza delle sue parole: "non senza di te!".

Contributo di Clara e Mario


Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose...
... e impari che il profumo del caffè … al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero, rilassa e libera i pensieri.
Autore anonimo

… sento che questa casa comincia a scivolarmi giù dalle spalle ed è un bene che sia così: il distacco si compie definitivamente, e con molta cautela e malinconia, ma anche con la certezza che è un bene e che non può essere diversamente, lascio che tutto scivoli, giorno dopo giorno.
E con una camicia indosso e una nello zaino - com'era già nella fiabe di Kormann sull'uomo senza camicia? Un re cercava per tutto il reame la camicia del suo suddito più felice, e quando ebbe finalmente trovato quell'uomo, si scoprì che non aveva camicie - e con quella minuscola Bibbia, forse posso portarmi anche i vocabolari russi e i racconti popolari di Tolstoj, e forse ci sarà anche un posto per un volumetto di Rilke. C'è anche quel maglione di pura lana di pecora, lavorato a mano da un'amica - quante cose possiedo ancora, Dio mio: e una persona come me vuole essere un giglio del campo?
Dunque con quell'unica camicia nello zaino me ne vado incontro a un "avvenire sconosciuto". Così si dice. Ma sotto i miei piedi girovaghi non c'è forse dappertutto la stessa terra; e lo stesso cielo - ora con la luna, ora con il sole, per non parlare di tutte le stelle - non si stende forse sopra i miei occhi rapiti? Perché si dovrebbe parlare di un " avvenire sconosciuto" ?
Etty Hillisum

Gli occhi un poco a mandorla
su quel viso color della luna.
Scruti il mondo
così differente da te …
sei mani che sfiorano
sei parole d'amore.
Ma il tuo aspetto non è
quello che la gente vede …
Eppure il cuore batte
il sorriso è impetuoso
limpido fresco
come il ruscello
che sgorga sincero, puro.
Diverso …
Diverso da chi …
sangue rosso
anche tu come me
sei speranza e coraggio
e anima.
L'eco della tua voce vibra
il suono della vita chiama
e urla …
Diverso …
diverso da chi …
diverso perché …
La danza dei cromosomi impazziti
un danno
per alcuni …
un dedalo
per altri …
eppure
ancora c'è sole
ancora c'è vita
ancora c'è amore da amare.
Abbiamo scelto questa poesia perché ci appartiene. In questo momento il nostro motivo di felicità è riuscire a far felici loro i nostri cari inimitabili diversi.
Giusi e Franco

ACCOGLIERE
Vita densa di bene.
In ogni poro.
Le cellule sono felici nel Sole.
Negli occhi il Sorriso dell'Anima.
Sono occhi che guardan lontano.
La vita va e viene,
scivola su nastri d'argento,
s'incontra nel Dono.
Dalle nuvole aperte
i raggi di Dio
inondan le mani rivolte.


Mariastefania

QUI E' ORA
Lingue di fuoco
Estasi
Vibrazione che eleva
Perfezione del Tempo reale
Fresco colore
Felicità e presenza
Mani che volano.

Mariastefania

Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.
Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primario e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E' bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è un bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire.
Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile.
I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno.
Da Lettera sulla felicità (A Meneceo) - Epicuro

Ode al giorno felice
Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all'ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell'erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l'acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l'aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l'erba
e la sabbia essere felice con l'aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.
Pablo Neruda

Labirinto

- e ora qualche passo
da parete a parete,
su per questi gradini
o giù per quelli,
e poi un po' a sinistra,
se non a destra,
dal muro in fondo al muro
fino alla settima soglia,
da ovunque, verso ovunque
fino al crocevia
dove convergono
per poi disperdersi
le tue speranze, errori, dolori,
sforzi, propositi e nuove speranze.
Una via dopo l' altra,
ma senza ritorno.
Accessibile soltanto
ciò che sta davanti a te,
e laggiù a mo' di conforto,
curva dopo curva,
e stupore su stupore,
e veduta su veduta
Puoi decidere
dove essere o non essere,
saltare, svoltare
pur di non lasciarsi sfuggire.
Quindi di qui o di qua
magri per di lì,
per istinto, intuizione,
per ragione, di sbieco,
alla cieca,
per scorciatoie intricate.
Attraverso infilate di file
di corridoi, di portoni,
in fretta, perché nel tempo
hai poco tempo
da luogo a luogo,
fino a molti ancora aperti,
dove c'è buio ed incertezza
ma insieme chiarore, incanto
dove c'è gioia, benché il dolore
sia pressoché lì accanto
e altrove, qua e là,
in un altro luogo e ovunque
felicità nell' infelicità
come parentesi dentro parentesi,
e così sia,
e d' improvviso un dirupo
un dirupo, ma un ponticello
un ponticello, ma traballante,
traballante, ma c'è solo quello,
perché un altro non c'è.
Deve pur esserci un' uscita,
è più che certo.
Ma tu non la cerchi,
è lei che ti cerca,
e lei fin dall' inizio
che ti insegue
e il labirinto
altro non è
se non la tua, finché è possibile,
la tua, finché è tua
fuga, fuga -
W. Szymborska


Felicità

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.
Herman Hesse


La felicità … per me è camminare nel mondo.
… è cantare a voce alta.
… è comunicare, trasmettere conoscenza, condividere gioia e bellezza.
… è un'ape che si posa su un bottone di rosa, lo succhia e se ne va…
… è sdraiarmi sul prato a vedere, pensare e immaginare.
… è sentire intorno a me persone contente e naturalmente io con loro.
… è andare a scuola per incontrare tanti amici.
… è andare al lago a fare il bagno.
… è camminare in montagna e guardare i fiori e le cime più alte.
La felicità per me?
Non so ancora che cos'è la felicità per me.
La felicità … per me è una bella signora da amare.
… è un bicchiere di vino bianco buono.
… è mangiare tanto spiedo e non aumentare più di un etto.
… è riuscire a vincere lo stress nonostante tutto e vivere serena.
… è condividere la gioia e la bellezza.
… è avere la pace nel cuore.
… è guardare mia cognato che scrive una poesia e sorride.
… è una crema per le bambine come me.
… è stare bene in qualunque posto ci si trova.
La felicità siamo tutte/i noi, insieme.


Quello che mi aspetto dal futuro è molto difficile da esprimere. Ciò che desidero maggiormente è essere felice.
La mia famiglia ha avuto enormi difficoltà per venire in Italia dal Senegal, il mio paese d'origine, e ora che sono in Italia e che posso avere una vita degna di chiamarsi vita, penso che nel mio futuro voglio essere semplicemente felice.
Molti italiani pensano che la felicità si misuri con la ricchezza. E' facile parlare di soldi quando si è sempre vissuti in una società che ha permesso loro di acquistare tutto ciò che volevano.
Quando io ero piccola fino a quando sono venuta in Italia invece mi ricordo che la felicità più grande era quando scendeva acqua dal cielo.
Non la chiamavamo pioggia, la chiamavamo "il regalo di Dio", perché quello era veramente un momento felice per tutto il nostro villaggio.
Ogni volta che pioveva tutti gli abitanti del villaggio uscivano all'aperto, e mentre i bambini ballavano giocando sotto l'acqua, le donne cercavano di lavare qualche panno sporco mentre gli uomini con le gocce d'acqua che gli cadevano sul volto, guardavano il cielo facendo stime su quanto sarebbe durata quella pioggia passeggera e si davano consigli l'un l'altro sul raccolto che sarebbe stato fatto di lì a poche settimane, prima che il sole e l'aridità, distruggessero le piante.
Nel mio villaggio in Senegal questa non è l'unica felicità che abbiamo. Un' altra grande gioia è quando nasce un nuovo bambino in una famiglia e quando questo accade, la sera, ci si ritrova a ballare e festeggiare. La famiglia è molto importante per la gente del mio Paese d'origine.
La mia felicità oggi è lottare per l'universalità dei diritti e dei doveri di tutti gli esseri umani senza distinzione di razza, appartenenza, cultura o religione.
Testimonianza di una ragazza senegalese


Felicità
La giovinezza cupida di pesi
porge spontanea al carico le spalle.
Non regge. Piange di malinconia.

Vagabondaggio, evasione, poesia,
cari prodigi sul tardi! Sul tardi
l'aria si affina ed i passi si fanno
leggeri.
Oggi è il meglio di ieri,
se non è ancora la felicità.

Assumeremo un giorno la bontà
del suo volto, vedremo alcuno sciogliere
come un fumo il suo inutile dolore
da "Parole".
Umberto Saba

E noi che la felicità la pensiamo
in ascesa, sentiremmo la commozione,
che quasi ci atterra sgomenti,
per una cosa felice che cade!

R.M. Rilke


SENSAZIONE
Nelle azzurre sere d'estate, me n'andrò per i sentieri,
punto dalle spighe, calpestando l'erba tenera:
sognando, ne sentirò ai miei piedi la freschezza.
Lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.
Non parlerò, non penserò a nulla:
ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
e andrò lontano, molto lontano, come un vagabondo,
attraverso la Natura, - felice come una donna.

A. Rimbaud


PRINCIPIO D'ESTATE
Dolore, dove sei? Qui non ti vedo;
ogni apparenza t'è contraria. Il sole
indora la città, brilla nel mare.
D'ogni sorta di veicoli alla rive
portano in giro qualcosa o qualcuno.
Tutto si muove lentamente, come
tutto fosse di esistere felice.

U. Saba


IL MARE E' TUTTO AZZURRO
Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E tutto è calmo.

S. Penna


MOVIMENTO
Io vo … tu vai … si va …
Ma non chiedere dove
ti direbbero una bugia:
dove non si sa.
E è tanto bello quando uno va.
Io vo … tu vai … si va …
perché soltanto andare
in un mondo di ciechi
è la felicità.

A. Palazzeschi


Vi si mai domandac chela che l'è la felicità?

Sensa tanc parolu, vel dise me

La felicità 'l'è ringrazia' el Signur che te ghe dervic ie ech apo stamatina
La felicità, l'è na feta de salam en den toc de pa ;
La felicità l'è na' boca de un vecio che el te rit con quater dentc,
La felicità l''è un piti gialt, ros negher o bianc che el te fa ciao cola ma
La felicità l'è un ca' che te saluda tute le matine
La felicità le n'arcobaleno de culur e de udur
La felicità l'è en ciel piè de stele
La felicità l'è aiga la to ca' amo sel co
La felicità l'è l'amour dei to anche a miliu de meter de distansa
La felicità l'è sai, che per ura che mia en giro gna na bomba
La felicità l'è sai che te se riat fin a che e che te ghe sintit el mont
E ades che vo dit tet, ve augure tanta felicità!

Lorena Cadenelli



… se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amore per il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che molti non conoscono.
P. Levi

La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.
F. Nietzsche

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Sito aggiornato il 31 mag 2017

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